Storia del judogi

Conseguentemente all’invenzione del Judo, anche quella del judogi si deve al Prof. Jigoro Kano.


Nelle scuole di jujitsu si praticava in kimono tradizionale con o senza l’hakama 袴 (**), e anche il judo, all’inizio, non fece eccezione. Ma i kimono erano fragili (e costosi) e nel Judo Kano imponeva le prese ad esso; quindi, fu necessario ideare un indumento idoneo: robusto, durevole ed economico.


Perciò, Kano mantenne il kimono come base, e si evince dal modo di indossarlo e dal taglio, ma semplificandolo e rinforzandolo prendendo spunto dagli abiti da lavoro tradizionali, più robusti ed economici, sostituendo l’hakama con i pantaloni.


I primi judogi erano di colore écru con maniche e pantaloni relativamente corti, la giacca era tenuta insieme da una cintura di cotone. Il colore écru figurava i valori di purezza, semplicità e umiltà nell’apprendimento. Ciò permetteva anche di non dare alcuna indicazione sulla classe sociale di ciascun praticante e di iniziare ad apprendere il Judo nel medesimo modo.


Con nomi e caratteristiche differenti, il judogi è stato ripreso dalla maggior parte delle discipline di combattimento, diventandone un’icona all’interno delle stesse comunità ed anche oltre.


Il judogi non prenderà la sua forma moderna fino al 1906 quando le maniche e i pantaloni furono allungati; successivamente sarà sbiancato e le sue cuciture ulteriormente rinforzate. L’evoluzione tecnica del judogi è tutt’oggi in continuo sviluppo.

 

 

**L’hakama (袴?) è un indumento tradizionale giapponese che somiglia a una larga gonna-pantalone o una gonna a pieghe.

Le parti del Judogi

Come piegare il Judogi, eccco un metodo